Scadenze Direttiva Case Green al 2050

Scopri le scadenze precise per caldaie, impianti solari, classi energetiche e neutralità climatica.

Solare
Efficienza
BACS
Incentivi
Certificazioni
Neutralità

Tabella di Marcia Completa delle Scadenze della Direttiva Case Green

Tutti gli obblighi introdotti dalla Direttiva Case Green (EPBD IV), organizzati per anno e tipologia di intervento. Ogni scheda riporta i requisiti normativi, gli edifici coinvolti e le implicazioni pratiche.

2024
Scadenza passata
BACS 31 Dicembre 2024

Automazione e Controllo degli Edifici Non Residenziali

La Direttiva ha anticipato questo obbligo rispetto al calendario generale: entro il 31 dicembre 2024, tutti gli edifici non residenziali con impianti di riscaldamento, condizionamento o combinati con potenza nominale utile superiore a 290 kW devono essere dotati di un sistema di automazione e controllo dell'edificio (BACS, Building Automation and Control System).

I sistemi BACS sono tecnologie digitali integrate capaci di monitorare, registrare e ottimizzare in tempo reale i consumi energetici dei sistemi tecnici dell'edificio (riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, illuminazione). La loro installazione consente riduzioni dei consumi energetici tipicamente comprese tra il 15% e il 30%.

  • Monitoraggio continuo dei consumi per vettore energetico (elettricità, gas, calore)
  • Rilevamento anomalie e guasti con segnalazione automatica al gestore
  • Possibilità di regolazione remota dei parametri di comfort e delle soglie di efficienza
  • Integrazione con sistemi di energy management (EMS) e infrastrutture smart grid

L'obbligo si sovrappone alle previsioni della precedente Direttiva 2018/844/UE, che già imponeva BACS per potenze superiori a 290 kW dal 2021 per i nuovi edifici non residenziali. La novità dell'EPBD IV riguarda l'estensione agli edifici esistenti e l'abbassamento progressivo della soglia di potenza.

Non Residenziale Edifici Esistenti
2025
Scadenza passata
Incentivi 1° Gennaio 2025

Stop agli Incentivi per Caldaie a Combustibili Fossili

Dal 1° gennaio 2025 gli Stati membri non possono più erogare incentivi finanziari pubblici — detrazioni fiscali, contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati — per l'installazione di caldaie uniche alimentate esclusivamente a combustibili fossili (gas naturale, gasolio, GPL).

Il divieto non riguarda i sistemi ibridi, ovvero le combinazioni di caldaia a gas con pompa di calore (sistemi "bivalenti"), per i quali rimane ammissibile l'incentivazione durante un periodo transitorio, purché siano dimostrabili vantaggi in termini di prestazione energetica e riduzione delle emissioni.

  • Vietato incentivare caldaie autonome a gas, gasolio o GPL come unico generatore di calore
  • Consentita l'incentivazione di sistemi ibridi pompa di calore + caldaia di integrazione
  • Le pompe di calore (aria-aria, aria-acqua, geotermica) restano pienamente incentivabili
  • I sistemi di teleriscaldamento alimentati da fonti rinnovabili o rifiuti termici non sono interessati

Questa misura è funzionale all'obiettivo di decarbonizzazione del riscaldamento e raffrescamento, settore responsabile di circa il 50% del consumo finale di energia nell'UE, di cui i combustibili fossili rappresentano ancora la fonte primaria.

Nuove Costruzioni Edifici Esistenti Residenziale Pubblico
Scadenza passata
Policy 31 Dicembre 2025

Prima Proposta di Piano Nazionale di Ristrutturazione

Entro il 31 dicembre 2025, ogni Stato membro dell'UE deve trasmettere alla Commissione Europea la prima proposta del proprio Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (PNRE), strumento strategico introdotto dall'Articolo 3 della Direttiva.

Il PNRE deve delineare la strategia nazionale per la ristrutturazione progressiva dell'intero parco immobiliare — residenziale e non residenziale, pubblico e privato — con l'obiettivo di raggiungere un edificato completamente decarbonizzato e ad alta efficienza energetica entro il 2050.

  • Tabella di marcia con obiettivi intermedi vincolanti per il 2030, 2040 e 2050
  • Quadro delle politiche e degli strumenti di supporto (incentivi fiscali, finanziamenti, formazione)
  • Analisi della povertà energetica e misure di tutela per i nuclei vulnerabili
  • Stima del fabbisogno di investimenti e identificazione delle fonti di finanziamento pubblico e privato
  • Meccanismi di monitoraggio, verifica e aggiornamento periodico del piano

I piani nazionali sono il principale strumento di governance della transizione energetica degli edifici e consentono alla Commissione di valutare l'allineamento degli Stati membri con gli obiettivi climatici del Green Deal europeo.

Edifici Esistenti
2026
Scadenza passata
Certificazioni 29 Maggio 2026

Recepimento della Direttiva: Nuovo APE e Passaporto di Ristrutturazione

Il 29 maggio 2026 è il termine entro cui tutti gli Stati membri devono recepire nel proprio ordinamento nazionale le disposizioni generali della Direttiva Case Green. Questa data segna il momento in cui gli obblighi normativi comunitari diventano diritto nazionale applicabile ai cittadini, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni.

Nuovo modello APE armonizzato (scala A–G): L'Attestato di Prestazione Energetica dovrà adottare la nuova scala europea chiusa da A a G, dove la classe A corrisponde esclusivamente agli edifici a emissioni zero e la classe G identifica il 15% degli edifici con le peggiori prestazioni del parco immobiliare nazionale alla data di introduzione della scala.

  • L'APE dovrà riportare l'indicatore numerico di consumo di energia primaria in kWh/(m²·anno)
  • Sarà obbligatorio indicare la quota di energia da fonti rinnovabili e le emissioni operative di CO₂
  • Negli annunci immobiliari di vendita e locazione dovrà essere sempre indicata la classe energetica
  • La validità massima dell'APE rimane fissata in 10 anni, salvo interventi che modifichino la prestazione

Passaporto di Ristrutturazione (Art. 12): Introdotto come strumento volontario (con possibilità di obbligo in futuro), è una tabella di marcia personalizzata per la ristrutturazione profonda di un edificio specifico, strutturata in interventi progressivi e coordinati, pensata per evitare il cosiddetto "effetto lock-in" degli interventi parziali non coordinati.

Nuove Costruzioni Edifici Esistenti Residenziale Pubblico
Solare 31 Dicembre 2026

Impianti Solari su Nuovi Edifici Pubblici e Non Residenziali > 250 m²

Entro il 31 dicembre 2026 scatta il primo obbligo del Mandato Solare (Art. 10 EPBD IV): tutti i nuovi edifici pubblici e non residenziali con superficie utile superiore a 250 m² devono essere dotati di impianti solari adeguati, ove tecnicamente, economicamente e funzionalmente fattibile.

Con "impianti solari adeguati" la Direttiva intende non solo i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, ma anche i pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e, in prospettiva, i sistemi di solar cooling. L'obbligo di essere "predisposti al solare" (solar-ready) si applica anche quando l'installazione immediata non è fattibile.

  • Obbligo di impianti solari su tutti i nuovi edifici pubblici indipendentemente dalla superficie
  • Obbligo per i nuovi edifici non residenziali privati con superficie utile lorda > 250 m²
  • La "predisposizione solare" (canaline, orientamento, struttura del tetto) è sufficiente dove l'installazione immediata non è fattibile
  • Presentazione finale del primo Piano Nazionale di Ristrutturazione da parte degli Stati membri
Nuove Costruzioni Pubblico Non Residenziale
2027
Tecnologia 1° Gennaio 2027

Roadmap GWP Ciclo di Vita e Ricarica Veicoli Elettrici

Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) nel ciclo di vita: Entro il 1° gennaio 2027, la Commissione Europea pubblica una roadmap vincolante con i valori limite del GWP per i nuovi edifici. Il GWP misura le emissioni di gas serra generate dall'edificio nell'intero arco della sua vita utile: dalla produzione dei materiali da costruzione (emissioni "incorporate"), alla fase d'uso, fino alla demolizione e al riciclaggio. Dal 2030 il calcolo del GWP diventerà obbligatorio per tutti i nuovi edifici.

  • Obbligo di punti di ricarica per veicoli elettrici in tutti gli edifici non residenziali con oltre 20 posti auto: almeno 1 punto ogni 10 posti, oppure canalizzazioni per il 50% dei posti
  • Obbligo di pre-cablaggio per ricarica bidirezionale (V2G/V2B): i veicoli potranno cedere energia all'edificio o alla rete
  • Gli edifici non residenziali nuovi con oltre 5 posti auto devono installare almeno 1 punto di ricarica ogni 5 posti, con pre-cablaggio per il 50%

La ricarica bidirezionale (Vehicle-to-Grid) rappresenta un cambio di paradigma: i veicoli elettrici diventano batterie mobili capaci di stabilizzare la rete elettrica nelle ore di punta, valorizzando l'energia solare autoprodotta dall'edificio.

Nuove Costruzioni Non Residenziale
Solare 31 Dicembre 2027

Impianti Solari su Grandi Edifici Pubblici e Non Residenziali Esistenti

Il Mandato Solare si estende agli edifici esistenti di grandi dimensioni. Entro il 31 dicembre 2027, due categorie di edifici esistenti devono dotarsi di impianti solari adeguati, ove tecnicamente, economicamente e funzionalmente fattibile.

  • Edifici pubblici esistenti con superficie utile > 2.000 m²: obbligo di installare impianti solari adeguati, salvo deroga motivata da vincoli tecnici, economici o funzionali
  • Edifici non residenziali esistenti con superficie > 500 m² sottoposti a ristrutturazione importante: l'obbligo scatta in occasione di un intervento il cui costo superi il 25% del valore dell'edificio o che riguardi più del 25% della superficie dell'involucro

Il concetto di "ristrutturazione importante" come momento abilitante è strategico: impone che ogni grande intervento edilizio sul patrimonio esistente non possa prescindere da una valutazione sull'installazione di impianti solari, integrando l'efficienza energetica nella logica delle ristrutturazioni ordinarie e straordinarie.

Edifici Esistenti Pubblico Non Residenziale
2028
Neutralità 1° Gennaio 2028

Tutti i Nuovi Edifici Pubblici Devono Essere a Emissioni Zero

A partire dal 1° gennaio 2028, qualsiasi nuovo edificio di proprietà o in uso da enti pubblici deve soddisfare la definizione di edificio a emissioni zero (Zero Emission Building, ZEB) come definita dall'Art. 11 dell'EPBD IV. Il settore pubblico anticipa di due anni l'obbligo che si applicherà a tutti gli edifici nuovi dal 2030, assolvendo un ruolo di guida e dimostrazione nel mercato.

Un edificio a emissioni zero si distingue da un edificio a energia quasi zero (NZEB) per l'assenza totale di emissioni operative di carbonio da combustibili fossili in loco. Il fabbisogno energetico residuo deve essere coperto da fonti rinnovabili, prodotte in loco, nelle vicinanze o attraverso contratti di acquisto di energia rinnovabile (PPA).

  • Fabbisogno energetico primario inferiore di almeno il 10% rispetto alla soglia NZEB vigente al 28 maggio 2024
  • Zero emissioni operative di carbonio da combustibili fossili (nessuna caldaia a gas, gasolio o GPL come fonte primaria)
  • Copertura del fabbisogno residuo con energia rinnovabile in loco (fotovoltaico, solare termico, geotermia) o da comunità energetiche
  • Obbligo di predisposizione solare e infrastruttura di ricarica EV come standard costruttivo di base
Nuove Costruzioni Pubblico
Solare 31 Dicembre 2028

Impianti Solari su Edifici Pubblici Esistenti > 750 m²

Il Mandato Solare continua il suo percorso di abbassamento progressivo della soglia dimensionale degli edifici pubblici coinvolti. Entro il 31 dicembre 2028, l'obbligo di installare impianti solari adeguati si estende a tutti gli edifici pubblici esistenti con superficie utile superiore a 750 m².

Questa scadenza rappresenta la seconda tappa di una progressione che culminerà nel 2030 con l'obbligo per tutti gli edifici pubblici esistenti con superficie superiore a 250 m². L'abbassamento graduale della soglia consente alle amministrazioni pubbliche di pianificare gli interventi nel tempo, distribuendo gli investimenti e integrando le installazioni solari nelle ordinarie attività di manutenzione straordinaria degli immobili pubblici.

  • Coinvolti uffici pubblici, scuole, ospedali, biblioteche, palestre comunali e altri immobili della PA con superficie tra 750 e 2.000 m²
  • Deroga possibile in caso di comprovata non fattibilità tecnica (vincoli strutturali del tetto, esposizione sfavorevole, ombreggiamento) o economica
  • Gli edifici vincolati come patrimonio storico e culturale possono beneficiare di deroghe specifiche
Edifici Esistenti Pubblico
2029
Solare 31 Dicembre 2029

Impianti Solari su Tutti i Nuovi Edifici Residenziali e Parcheggi Coperti

Entro il 31 dicembre 2029 il Mandato Solare raggiunge il segmento residenziale: tutti i nuovi edifici residenziali, indipendentemente dalla superficie, devono essere dotati di impianti solari adeguati ove tecnicamente, economicamente e funzionalmente fattibile. Si completa così la copertura dell'intero patrimonio edilizio di nuova costruzione.

L'estensione ai nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici è particolarmente significativa in ottica di integrazione architettonico-energetica: le pensiline fotovoltaiche sui parcheggi (carport solari) combinano la produzione di energia, la protezione dei veicoli dagli agenti atmosferici e la fornitura di ombra, contribuendo al comfort termico degli spazi adiacenti.

  • Obbligo per tutte le nuove abitazioni unifamiliari, bifamiliari e condomini di nuova costruzione
  • Obbligo di impianti solari su nuovi parcheggi coperti contigui agli edifici, con superficie di copertura significativa
  • Gli impianti fotovoltaici integrati (BIPV — Building Integrated Photovoltaics) nelle facciate o nelle coperture sono pienamente idonei a soddisfare il requisito
  • La produzione energetica in eccesso rispetto all'autoconsumo può essere ceduta alla rete o condivisa in comunità energetiche di autoconsumo collettivo (CER)
Nuove Costruzioni Residenziale
2030
Neutralità 1° Gennaio 2030

Tutti i Nuovi Edifici Devono Essere a Emissioni Zero

Dal 1° gennaio 2030, lo standard a emissioni zero diventa obbligatorio per tutti i nuovi edifici senza distinzione di destinazione d'uso o proprietà: residenziali, non residenziali, privati e pubblici. Si tratta del requisito più dirompente per il settore delle costruzioni, che impone una trasformazione radicale dei processi progettuali e dei capitolati tecnici standard.

Dal 2030 il calcolo del GWP nel ciclo di vita diventa inoltre obbligatorio per tutti i nuovi edifici, estendendo la valutazione delle performance energetiche alle emissioni incorporate nei materiali da costruzione, nella struttura portante e negli impianti.

  • Nessuna emissione operativa di carbonio da combustibili fossili in loco (zero gas naturale, zero gasolio, zero GPL come fonte primaria)
  • Standard tecnico: domanda di energia primaria inferiore di almeno il 10% rispetto alla soglia NZEB vigente al 28 maggio 2024
  • Obbligo di calcolo e comunicazione del GWP nel ciclo di vita per tutti i nuovi edifici
  • Tutti i nuovi edifici devono essere "solar-ready" e dotati di infrastruttura per la ricarica dei veicoli elettrici
  • Obbligo di dispositivi autoregolanti per il controllo separato della temperatura in ogni vano
Nuove Costruzioni Residenziale Non Residenziale Pubblico
Efficienza Target 2030

Obiettivi di Riduzione Consumi per il Parco Edilizio Esistente

Il 2030 è anche il primo grande traguardo quantitativo per il patrimonio edilizio esistente, con obiettivi differenziati per il segmento residenziale e non residenziale.

Parco residenziale: il consumo medio di energia primaria dell'intero stock abitativo nazionale deve ridursi di almeno il 16% rispetto ai livelli del 2020. Di questa riduzione complessiva, almeno il 55% deve provenire dalla ristrutturazione del 43% degli edifici con le prestazioni peggiori (tipicamente classi F e G).

Parco non residenziale: tutti gli edifici non residenziali devono scendere al di sotto della soglia corrispondente al 16% degli edifici con le prestazioni peggiori del parco immobiliare nazionale, identificati sulla base dell'indicatore di consumo di energia primaria.

  • Solare per edifici pubblici esistenti > 250 m²: ultima tappa del Mandato Solare per il settore pubblico
  • Gli Stati membri devono garantire l'accesso a incentivi e strumenti finanziari per la ristrutturazione, con priorità alle famiglie in povertà energetica
  • Obbligo di BACS per edifici non residenziali con potenza > 70 kW (abbassamento della soglia rispetto ai 290 kW del 2024)
Edifici Esistenti Residenziale Non Residenziale Pubblico
2033
Efficienza Target 2033

Edifici Non Residenziali: Eliminazione del 26% dei Peggiori Performer

Entro il 2033, gli Stati membri devono garantire che tutti gli edifici non residenziali abbiano superato la soglia corrispondente al 26% degli edifici con le prestazioni peggiori del parco immobiliare nazionale non residenziale. Si tratta del secondo step del percorso di miglioramento obbligatorio degli edifici esistenti del settore terziario e produttivo.

Questo obiettivo si inserisce nel quadro delle Norme Minime di Prestazione Energetica (MEPS — Minimum Energy Performance Standards), che introducono per la prima volta nell'ordinamento europeo l'obbligo per gli edifici esistenti di raggiungere una soglia minima di prestazione energetica entro una data stabilita, indipendentemente da transazioni di mercato o ristrutturazioni volontarie.

  • Interessati uffici, negozi, alberghi, magazzini, capannoni industriali, strutture sanitarie e scolastiche
  • La soglia del 26% viene calcolata sulla distribuzione nazionale degli indicatori di prestazione energetica degli edifici non residenziali, non su un valore assoluto di kWh/m²
  • Gli Stati membri possono adottare Norme Minime graduali (per classe energetica o per settore) purché compatibili con il raggiungimento dell'obiettivo aggregato al 2033
  • Esenzioni possibili per edifici protetti, luoghi di culto e strutture con vita utile residua inferiore a un soglia definita
Edifici Esistenti Non Residenziale
2035
Efficienza Target 2035

Parco Residenziale: Riduzione del 20–22% dei Consumi Medi rispetto al 2020

Entro il 2035, il consumo medio di energia primaria dell'intero parco immobiliare residenziale nazionale deve ridursi di almeno il 20–22% rispetto ai livelli del 2020. Il range (20% o 22%) riflette la flessibilità concessa agli Stati membri nella scelta delle misure e degli strumenti, ma entrambi i valori rappresentano un obbligo di risultato.

Questo obiettivo intermedio presuppone che la spinta alle ristrutturazioni avviata entro il 2030 continui con maggiore intensità nel quinquennio successivo, coinvolgendo non solo gli edifici con le prestazioni peggiori (classi F e G) ma anche una quota significativa del patrimonio in classe E e D, che rappresenta la fascia più ampia del parco residenziale europeo.

  • La riduzione si misura sull'indicatore medio di energia primaria dell'intero stock residenziale nazionale, calcolato per unità di superficie climaticamente corretta
  • La quota minima del 55% della riduzione totale deve derivare dalla ristrutturazione degli edifici più inefficienti, già identificati e avviati alla ristrutturazione entro il 2030
  • Gli Stati membri devono dimostrare il progresso con report periodici all'Osservatorio del parco immobiliare dell'UE
  • Incentivi e strumenti finanziari devono continuare a essere accessibili, con particolare attenzione ai proprietari di immobili in affitto e alle famiglie a basso reddito
Edifici Esistenti Residenziale
2040
Neutralità Target 2040

Eliminazione Completa delle Caldaie a Combustibili Fossili nel Riscaldamento

Il 2040 rappresenta il traguardo della completa defossilizzazione del riscaldamento e raffrescamento degli edifici in Europa. Entro questa data, tutti i generatori di calore alimentati esclusivamente da combustibili fossili — gas naturale, gasolio, carbone, GPL — devono essere stati sostituiti con sistemi a zero emissioni in loco nel patrimonio edilizio europeo, sia residenziale che non residenziale.

L'obiettivo del 2040 non è esplicitamente definito come una data di divieto di utilizzo delle caldaie esistenti nella testi della Direttiva, ma emerge dai Piani Nazionali di Ristrutturazione (Art. 3) e dalle Norme Minime di Prestazione Energetica che gli Stati membri sono tenuti a definire con un orizzonte temporale coerente con la neutralità climatica del 2050.

  • Le pompe di calore (aria-aria, aria-acqua, geotermica) sono la principale tecnologia sostitutiva, con COP medi di 3–5 rispetto all'efficienza delle caldaie a condensazione
  • Il teleriscaldamento alimentato da fonti rinnovabili (geotermia, biomasse sostenibili, calore di recupero industriale) rappresenta un'alternativa strategica per i centri urbani
  • I sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia a idrogeno verde) potranno coprire i picchi di freddo intenso dove le pompe di calore mostrano limitazioni
  • L'idrogeno verde come vettore energetico per il riscaldamento è ancora in fase di sviluppo ma potrebbe svolgere un ruolo in specifici contesti industriali e climatici
Edifici Esistenti Residenziale Non Residenziale Pubblico
2050
Neutralità Traguardo 2050

Neutralità Climatica: Intero Parco Edilizio Europeo a Emissioni Zero

Il 2050 è l'obiettivo finale della Direttiva Case Green e dell'intero Green Deal europeo per il settore delle costruzioni: l'intero parco immobiliare europeo, comprensivo di tutti gli edifici nuovi ed esistenti, residenziali e non residenziali, pubblici e privati, deve essere trasformato in un sistema a emissioni zero.

Raggiungere questo obiettivo significa che in Italia — dove circa il 74% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1980, quando non esistevano requisiti di efficienza energetica — si dovranno ristrutturare profondamente milioni di abitazioni nell'arco dei prossimi 25 anni, con un ritmo stimato di ristrutturazione che dovrà almeno triplicare rispetto ai livelli attuali.

  • Tutto il patrimonio edilizio europeo deve aver raggiunto lo standard ZEB (Zero Emission Building) o equivalente, nuovo o ristrutturato
  • Le emissioni operative degli edifici (riscaldamento, raffrescamento, acqua calda, illuminazione, apparecchiature) devono essere pari a zero o compensate da produzione rinnovabile in loco
  • Le emissioni incorporate nei materiali da costruzione (GWP del ciclo di vita) devono rientrare nei valori limite definiti dalla roadmap pubblicata entro il 2027
  • Il settore edilizio europeo contribuirà così per il 40% al raggiungimento della neutralità climatica dell'UE, coerentemente con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C
Nuove Costruzioni Edifici Esistenti Residenziale Non Residenziale Pubblico

FAQ sulla Roadmap 2025-2050

Chiarimenti normativi e scadenze vincolanti per proprietari immobiliari, tecnici e amministrazioni

Quali sono le scadenze reali per l'eliminazione delle caldaie a combustibili fossili e lo stop agli incentivi?

Il percorso di defossilizzazione prevede due step cruciali. Il primo è già effettivo: dal 1° gennaio 2025 è vietato erogare incentivi pubblici (detrazioni, bonus o fondi perduti) per l'installazione di caldaie autonome alimentate esclusivamente a combustibili fossili (gas, GPL, gasolio). Il secondo step è il traguardo finale fissato al 2040, anno in cui i piani nazionali dovranno garantire la completa eliminazione di questi generatori dall'intero parco edilizio europeo. Restano ammessi gli incentivi per i sistemi ibridi certificati (caldaia + pompa di calore) nel periodo di transizione.

Come si articola la tabella di marcia del "Mandato Solare" per l'installazione di impianti fotovoltaici?

L'obbligo solare (Articolo 10) segue una progressione dimensionale e tipologica:

  • 31 Dicembre 2026: Tutti i nuovi edifici pubblici e nuovi non residenziali con superficie utile superiore a 250 m².
  • 31 Dicembre 2027: Edifici pubblici esistenti sopra i 2.000 m² e non residenziali esistenti sopra i 500 m² sottoposti a ristrutturazione importante.
  • 31 Dicembre 2028: Edifici pubblici esistenti sopra i 750 m².
  • 31 Dicembre 2029: Estensione universale a tutti i nuovi edifici residenziali e ai nuovi parcheggi coperti adiacenti.
  • Target 2030: Ultima tappa per edifici pubblici esistenti sopra i 250 m².
L'installazione è vincolata alla fattibilità tecnica, economica e funzionale dell'intervento.

Quali sono i traguardi temporali di riduzione dei consumi per le case e gli edifici residenziali esistenti?

A differenza del settore non residenziale (che ragiona per eliminazione dei peggiori immobili commerciali), il comparto residenziale esistente è guidato da target medi collettivi nazionali riferiti ai consumi del 2020. Gli Stati membri dovranno garantire una riduzione del consumo medio di energia primaria dell'intero stock abitativo pari ad almeno il 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. La norma impone che almeno il 55% di questo risparmio strutturale derivi dalla riqualificazione profonda del 43% degli edifici nazionali energeticamente peggiori (le vecchie classi G e F).

Da quando le nuove costruzioni dovranno rispettare tassativamente lo standard ZEB (Emissioni Zero)?

Lo standard costruttivo ZEB (Zero Emission Building), che prevede l'assenza totale di emissioni in loco da fonti fossili e un fabbisogno energetico inferiore del 10% rispetto ai vecchi parametri NZEB, diventa obbligatorio in due momenti differenziati: dal 1° gennaio 2028 per tutti i nuovi edifici occupati o di proprietà della Pubblica Amministrazione, e dal 1° gennaio 2030 in modo universale per qualsiasi nuova costruzione privata (residenziale e non residenziale). Dal 2030 diventa inoltre obbligatorio calcolare il GWP (potenziale di riscaldamento globale) dell'intero ciclo di vita dell'edificio.

Cosa cambia per gli Attestati di Prestazione Energetica (APE) alla scadenza del recepimento nazionale?

Il 29 maggio 2026 rappresenta il termine perentorio per il recepimento della Direttiva negli ordinamenti nazionali. Da questa data entra in vigore il nuovo modello APE armonizzato UE basato su una scala chiusa A-G: la classe A corrisponderà esclusivamente agli edifici ZEB (a emissioni zero), mentre la classe G fotograferà il 15% degli edifici con le prestazioni peggiori del Paese. Il nuovo documento dovrà integrare obbligatoriamente le emissioni operative di CO₂, la quota di rinnovabili utilizzata e l'indicatore numerico di energia primaria, uniformando la trasparenza nei contratti di vendita e affitto.

Quali sono le scadenze e le potenze soglia per l'adeguamento ai sistemi di automazione BACS?

Per l'automazione digitale degli edifici non residenziali (settore terziario, uffici, logistica), la prima scadenza è passata il 31 dicembre 2024, rendendo obbligatori i sistemi BACS (Building Automation and Control Systems) per impianti termici o di condizionamento superiori a 290 kW. La roadmap prevede un drastico inasprimento entro il Target 2030: la soglia di potenza utile oltre la quale l'installazione dei BACS diventerà retroattiva e obbligatoria per gli edifici esistenti scenderà a soli 70 kW, estendendo la digitalizzazione energetica a una platea immensamente più vasta di immobili.

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